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Il mio nome è Blaise*

Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce. O, se preferite l’originale, le coeur a ses raisons, que la raison ne connaît point (BLAISE PASCAL, Pensieri, 277 – edizione Brunschvicg, 477 – edizione Chevalier).

Altrimenti, ragionando di giusto e sbagliato, di scegliere tra uno e due con motivazioni valide, rischiamo di diventare ragionieri, anzi geometri, quelli per cui tutto è idea logica che esce dalla mente sotto forma di triangolo, quadrato, funzione di x, derivata, integrale, trigonometria e così via. Però, vi prego, non mi va nemmeno di diventare un pasticciere specializzato in baci perugina o caramelle al miele. Ripeto: il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce. Ma il cuore, per come l’intendo io, è quella capacità della ragione di cogliere tutto ciò che va oltre la capacità matematica della ragione.

Allora, devi scegliere? Va dove ti porta questo cuore della ragione, il quale ha bisogno di confrontarsi con la realtà per trovare le sue ragioni, quella realtà fatta di tanta gente che sceglie, persone vicine, persone lontane, persone di cui ti fidi, altre alle quali non affideresti nemmeno ciò che di tuo lasci nel water. Ci sarà un motivo per cui ti fidi di qualcuno? Ecco, questo motivo lo riconosci e lo esprimi appunto col cuore della ragione, che ti permette di non pensare soltanto a te e al tuo benessere, ma ti lega anche ad un’altra persona.

Davanti ad una scelta, prima di fidarti soltanto di ciò che ti sembra immediatamente buono per te, cerca di riconoscere il bene che, anche a costo di sacrifici, ti legherebbe agli altri, diventando bene tuo e degli altri.

Il problema è solo spostato? No, è spostato lo sguardo: da una decisione “matematica” (giusto e sbagliato come risultato visibile su una tabellina deciso da logiche che non considerano chi siamo e cosa vogliamo) a una decisione “filosofica” (giusto e sbagliato come riflessione su ciò che è bene per me come essere umano in relazione con tutti gli altri uomini).

Quindi, prima di decidere, guardiamoci dentro e attorno: però, scusate, così rubo il mestiere ai miei amici Socrate e Agostino. Vedo di contattarli. Vi faccio sapere!

*Lo trovi qui e qui trovi il suo cuore.

dLT

Spesso, ognuno di noi si ritrova a dimenticare.

Le onde raggiungono SEMPRE la riva, bagnandola.

Mentre noi dimentichiamo, è normale.

Ma non siamo noi a scegliere cosa dimenticare. Sappiamo,  però, che non potremo MAI dimenticare questi tre giorni trascorsi come “in famiglia”, l’immensa famiglia dell’Azione Cattolica.

SFS 2013

La Scuola di Formazione per Studenti (SFS), che si è tenuta dal 19 al 21 aprile a Fiuggi, ha riunito circa mille giovanissimi studenti di tutta Italia.  Quest’evento è stato caratterizzato da un susseguirsi di dibattiti tra i giovani aderenti e non al MSAC (Movimento Studenti di Azione Cattolica), in presenza di illustri ospiti, per confrontarsi sui temi che attualmente affliggono la nuova generazione. Problemi di tipo economico-sociale, come l’attuale crisi italiana e la disoccupazione che è in continuo aumento; problemi di tipo relazionale, come il dialogo con i genitori, i compagni di classe e i docenti e, persino problemi di tipo ambientale. Tematiche, queste, che oggi i ragazzi non possono non affrontare.

La SFS di Fiuggi ha avuto come tema fondamentale ‘i nuovi stili di vita’: un ‘economia e uno sviluppo sostenibile, una bella politica, volta al bene comune, e soprattutto, la “scuola che verrà”, titolo, per altro, dell’incontro. Se vogliamo affrontare tutto questo dobbiamo rivedere, essenzialmente, il nostro modo di vivere, di relazionarci, di parlare e di considerare, in tutto ciò, valori, come la sobrietà. Insomma, tanto sta cambiando nel mondo che ci circonda e tanto deve cambiare nella scuola che verrà e questa trasformazione deve partire, in primis, da noi, dal nostro impegno e dalla nostra dedizione. Grazie all’SFS, inoltre, abbiamo capito quanto sia fondamentale inserire nei programmi ministeriali scolastici l’approfondimento della “Cittadinanza e Costituzione”, poiché ci siamo resi conto che molti atteggiamenti di noi ragazzi scaturiscono da uno scarso senso civico. Se vogliamo, infatti, portare un grande cambiamento al nostro Paese, dobbiamo prima di tutto conoscere la nostra Repubblica, i nostri diritti e i doveri e come e quanto possono essere utili per realizzare il cambiamento. La “Scuola che verrà” è un sogno che può essere realizzato, unendo le forze e le migliori intenzioni degli studenti, con determinazione ed umiltà. Più volte durante la SFS ci hanno raccomandato di aver cura di sognare e lottare per perseguire i propri sogni, indipendentemente dagli ostacoli che potremmo incontrare lungo la strada.

Abbiamo trascorso tre giorni davvero indimenticabili, durante i quali, non sono mancati il confronto, la preghiera, il dibattito, la musica, il ballo, l’amicizia e il divertimento. Noi siamo i protagonisti della ‘Scuola che verrà’, i protagonisti di questa esperienza formativa, che ci ha aiutati a capire cosa vuol dire la parola responsabilità e a comprendere che niente è impossibile perché con caparbietà ciascuno può raggiungere i propri obiettivi.

Siamo riusciti a tornare nelle nostre città, ma soprattutto nelle nostre scuole, pieni di speranza e di entusiasmo per un mondo che può davvero cambiare e il cambiamento DIPENDE DA NOI!

Molti sono stati gli ospiti chiamati ad intervenire all’evento: Aldo Cazzullo – editorialista del “Corriere della sera” e autore del libro “l’Italia se (ri)desta” – che ci ha fatto capire come il futuro sia nostro, di quei giovani che hanno il coraggio di credere in un sogno, quale il cambiamento, che può renderci migliori; dobbiamo avere più fiducia e credere maggiormente in noi stessi, perché solo così possiamo fare grandi cose, certi che bisogna imparare dalle difficoltà in modo che esse diventino opportunità di cambiamento! Inoltre sono intervenuti, durante il sabato mattino: Antonio Da Re, professore di Filosofia morale all’Università di Padova, Andrea Bonaccorsi, membro del consiglio direttivo dell’Anvur e Matteo Mascia, dottore di scienze politiche; con loro abbiamo chiacchierato sul futuro, su come possano aiutarci le nuove tecnologie, sui nostri stili di vita e sui nuovi modelli di sviluppo. Infine sono venuti a trovarci Melissa Pignatelli, antropologa, Marco Lodoli, insegnante e scrittore e Alessio Rossi, presidente della GGIU con i quali abbiamo parlato della scuola del domani tra innovazioni, obiettivi e sfide da affrontare. Tutto questo ci ha permesso di riflettere intensamente su quale possa essere il nostro posto nel mondo, su come noi possiamo realizzare questa svolta per il futuro e, come dice l’architetto austriaco Hundertwasser, ”se un uomo sogna da solo, è solo un sogno. Se molti uomini sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà”, è fondamentale ripartire dai nostri desideri, ma è soprattutto importante credere che INSIEME può realizzarsi il cambiamento, con l’aiuto e la fiducia reciproca.

Possiamo dire di aver compreso che la scuola non deve essere vista come un’imposizione, ma come un’opportunità che viene data ad ognuno di noi per diventare cittadini responsabili e migliorare il futuro.

E’ evidente che per realizzare tutto ciò bisogna faticare e avere il coraggio di superare gli ostacoli che si pongono davanti ai nostri occhi ancora troppo ingenui e inesperti.

Ci sono momenti che ti rimangono nel cuore e nella mente e quest’esperienza è una di quelle. Qui mille persone, orgogliose di essere italiane, si sono riunite in un unico coro per cantare l’inno di Mameli, mille ragazzi si sono riuniti in un’ unica preghiera, mille ragazzi sono riusciti ad accorciare l’Italia anche solo per tre giorni!

E’ come se avessimo sognato in pieno giorno, ma toccando la mano del compagno accanto e riuscendo a percepire i suoi sentimenti e le sue emozioni piano piano crescere sempre di più, ci siamo resi conto di non essere dentro un sogno, perché quella era la pura realtà. Capivamo che il futuro era vicino e noi dovevamo essere pronti ad affrontarlo.

Il nostro impegno deve essere quello di riuscire a creare una scuola che verrà che possa garantire ai propri studenti adeguate competenze di cittadinanza, oggi sempre meno valorizzate nei programmi scolastici; che possa essere al passo con le nuove tecnologie, per risultare sempre più interessante per i giovani e, che possa fornirsi di docenti in grado di stimolare i ragazzi e valutarli secondo il loro merito.

Viviamo in un Paese dove le istituzioni politiche continuano a discutere tra loro senza costruire nulla, rendendosi giorno dopo giorno sempre più fragili, effimere e soprattutto inutili per il futuro del Paese. Abbiamo cercato di fare loro capire che si può vivere in un’Italia unita, coesa e in grado di migliorarsi. Non resta che dire ‘GRAZIE’ a chi è riuscito ad organizzare tutto ciò e promettere a noi stessi che la ‘Scuola che verrà’ non resterà solo un insieme di parole, ma un impegno personale che ognuno di noi è pronto a prendersi. La scuola che verrà si deve costruire a partire da OGGI, senza aspettare altro tempo!

Pensare al futuro è già futuro in sé. Noi siamo pronti ad affrontare tutto ciò assieme a tutti gli altri giovani: sarà un gioco di squadra e ognuno di noi è pronto a giocare!

”Ragazzi: studiate, anche se nella vita è meglio essere furbi che colti, anzi proprio per questo, per non arrendersi a chi vi vorrebbe più furbi che colti, perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli, non rassegnatevi, a chi vi vorrebbe opportunisti e docili, e senza sogni, studiate, meglio precari oggi che servi per sempre ” (Ilvo Diamanti).

Asinello news

Asinello news

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“Noi suore del Sacro Cuore animeremo momenti di adorazione eucaristica in spiaggia…è un tempo per testimoniare e condividere la fede in Gesù che non smette di indicarci il SENSO della nostra Vita soprattutto in questo tempo di pausa estiva!!! vi aspetto numerosi..invitate anche i vostri amici…” srlaura
Non dimenticate le serate 24 e 25 Luglio a Casuzze presso la spiaggia di via nepetella (una traversa vicino al porticciolo…) dalle 21.30!!!
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